anbronz.gif (45866 byte)

STATUA A - Particolare

bronz2.jpg (13438 byte)

Les Bronzes de Riace Exceptionnellement importante pour la connaissance du grand art grec du Vème siècle a.c., les deux Statues ne nous ont apporté aucun signe pour en découvrir les auteurs. C'est pour cela que les hypothèses vont des grecs Phidias et Poiyciète à Pitagore de Reggio, très actif dans toute la Grande-Grè- ce et avec ses oeuvres dans cette méme Grèce. Cependant, le manque total de con- naissances sur leur origine et sur ce qu'elles représentent n'en affaiblit pas moins le piai sir de les admirer. Statue A, 2,05 m. de hauteur; elle a l'aspect d'un jeune hornme, représenté dans une at- titude de défi enevrs un adversaire inconnu, avee une résolution dans le regard qui attire et met en suggestion l'observateur. Statue B, 1,96 m. de hauteur; elle répresen- te un hornrne pius múr par rapport à la Sta- tue A. Anatomie splendide, surtout dans la torsion du buste et dans la position puissan- te de la jambe droite sur laquelle repose tout le corps.

 

 

 

 

STATUA B - Particolare

 

bronz1.jpg (10414 byte)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PROBABILE RICOSTRUZIONE  DELLA STATUA  A

 

 

 

 

 

 

 

PROBABILE RICOSTRUZIONE  DELLA STATUA  B

Sono personaggi tra l'umano ed il divino, tra la realtà ed il mito; essi ritraggono il sentimento eroico e la Pulchritudo greca, la compostezza classica ed una dinamica vitalità. Esprimono una linguistica figurativa di altissimo valore poetico, quella dettata dai canoni plastici dell'arte elioni ca 

  Le forme armoniche esaltanti della bellezza rarefatta ed ideale, sono il valore principe ed ispiratore dell'antica concezione estetica e si legano al    realismo più estremo nel particolare anatomico minuziosamente studiato.

Ogni parte assume una congrua collocazione nell'equilibrio globale,   ogni particolare è accordato con l'economia dell'insieme; i movimenti degli arti, dei tronco e della testa, si armonizzano in una sincronia mirabile. 

  Una delle categorie fondamentali dell'arte greca era infatti la "tàxis", principio che sanciva la subordinazione delle singole parti alla unità compiuta ed inseparabile dell'opera; altro era il "kosmos" che indicava la bellezza quale frutto dei razionale ordinamento spaziale nella visione figurativa.  

Eleganti sagome ricche di vitalità, questi bronzi sono di impareggiabile fattura, di gusto raffinatissimo e possono essere collocati in uno dei periodi più floridi della civiltà greca e della cultura della intera umanità, epoca in cui l'arte fiorì in forme estremamente evolute, il pensiero raggiunse l'acme, per aver stabilito i pilastri basilari dell'antologia, della conoscenza, dell'ottica, e la creatività ed il genio si spinsero a cercare i connotati dell'armonia e della libertà.  

Queste statue sono perfette. Ma chi ne è esattamente l'autore? Fidia o forse Polieleto o Mirone o un autore operante nella Magna Grecia?   La diatriba delle ipotesi lascia nel dubbio in assenza di preciso testimonianze e documentazioni. Non sappiamo attualmente chi sia stato l'artefice di questi capolavori: certamente un abile bronzista ed artista sensibile e quasi certamente vissuto nel VI secolo a. C.   E cosa raffigurano?

Sono Castore e Polluce, i gemelli mitologici figli di Giove e di leda, o raffigurano Armodio e Aristogitone, personaggi realmente vissuti?   Probabilmente sono guerrieri, armati di lancia e scudo, opliti dal fiero aspetto, con lo sguardo orgoglioso ed il profilo greco.   E ancora: come sono finiti sul fondale marino davanti a Riace, lungo la costa ionica della Calabria?  

La disamina delle ipotesi è articolata: forse erano bronzi provenienti dalla Grecia o forse da qualche città della Magna Grecia e inabissatisi dinanzi a Riace per il naufragio della nave che li trasportava. Alcuni intendono avvalorare l'ipotesi di un volontario atto, in modo che le statue sarebbero state gettate in mare per essere protette da azioni di indebita sottrazione da parte di assalitori pirati; infine la nave può essere stata liberata dal prezioso ma scomodo carico in vista di una burrasca.

La sequela delle argomentazioni addotte a sostegno delle congetture menzionate    come di altre, non trova tuttavia sostegni chiari su cui fondare affermazioni di certezza.  

L'identità, paternità ed origine (ed ancor meno la destinazione) dei bronzi di Riace attendono una definizione.   Quanto mistero aleggia intorno ad essi! E quale misterioso fascino emanano questi illustri sconosciuti: la loro presenza è in qualche modo in-   quietante, polarizzante. 

  Questo giudizio sembra suffragato dallo spontaneo successo che hanno conquistato tra gli esperti e tra la gente comune. C'è stato un plauso   corale, un entusiasmo collettivo, da quando le due statue sono stato esposte al pubblico.  

La bellezza: questo è il fattore principale dell'ovazione unanime da essi raccolta. Queste opere sono belle: sono ben fatte, sono poetiche e, attraverso il loro autore, riescono a suscitare emozioni profonde; sono di una bellezza che sembra trascendere le vicende umane.    Inoltre si tratta di documenti assai rari. Noi possediamo appena qualche opera di bronzisti dell'età greca e, grazie a questo ritrovamento, arricchiamo il nostro patrimonio culturale in maniera non indifferente. E questi, verosimilmente sono i motivi salienti dei clamore che i bronzi di Ria-    ce hanno sollevato.

Ma lasciamo anche spazio all'oceano di illazioni che è stato speso per dare una ragione variata al fenomeno. Hanno parlato   di 'forza magnetica’, di "erotismo", di "alone di paura"; è stato detto che rimuovono il rimosso freudiano; e molto ancora si dirà.   Prima a Firenze, poi a Roma, ora riposano definitivamente nel Museo di Reggio Calabria.  

Ritrovati nell'agosto dei 1972, sono stati sottoposti alla delicata e competente opera di restauro degli esperti fiorentini e, solo dopo nove anni,   nel 1981, sono apparsi al grosso pubblico. Due statue in bronzo, alte circa due metri e distinte in statua A e statua B. 

  La statua B, quella con occhio mancante, è priva di scudo, di lancia e di elmo che ricopriva il capo; i capezzoli e le labbra sono in rame come   nella statua A; l'occhio residuo è in calcare; il braccio destro non è quello originale ma venne attaccato in epoca successiva. La statua A è pure    privata di lancia e scudo, ma non possedeva l'elmo; ha occhi d'avorio e ciglia d'argento. 

  Queste opere sono destinate ad entrare nella memoria storica quali esaltanti esempi d'una concezione dell'arte a cui ha attinto a piene mani la   nostra civiltà, che permea ancora il nostro modo di pensare: ed è per tale profonda affinità, per questo significato, che i bronzi di Riace commuovono, suscitano emozione e stupore, soddisfacendo in parte la nostra insaziabile esigenza di perfezione e bellezza.

Perché in effetti, di perfezione e bellezza essi sono il simbolo. Ed è vero che la loro è una bellezza trasparente, che affascina tutti, la gente comune ed i profani dell'arte, ma   è altrettanto vero che essa è cosi prorompente, così esaltante è l'armonia dei loro corpi, così misurata ed equilibrata la proporzione delle loro   parti, che anche lo studioso, anzi, soprattutto lo studioso di arte, l'esperto di storia e di civiltà greca, non può che rimanere estasiato dinanzi a    così alti capolavori.

Particolare Busto Statua A

THE BRONZES OF RIACE - These personages look human and divino at the same tirne, between reality and myth. They represent the Greek   conception of heroisrn and beauty, the ciassical composure and dynamie vitality.

They represent a figurativo languago of a very high poetical   value, based upon the piastic canonns of the Holienistic art.    Their barmonious forma ore expressions of a rarefied and ideai beauty and of the main features of the ancient aesthetical co,nception, connec-   ted with an extrerne realism expressed by many anatomical detalis. Each part, each detail is harmoniousiy set in the whole, while the   movimenta of their members, trunks and heads ore ali in perfect synchrony.  

One of the fundamental categories of the Greek art was the "taxis', a principio, according to which each part had to be subordinated to the fin-   ished and inseparabie unity of the work. Another irnportant category was the "kosmos", according to which beauty was the result of the rational   spatial order of the figurative vision.  

These elegant bronzes ore wonderfui works showing a very refined taste and consequentiy they date back rnost probabiy to one of the most flou-   rishing periods of the Greek civilization and of the culture of the whole mankind. lt was the ago in which art took quite developed forme, human    thought reached its highest point having established the piliars of.antology, knowiedge and ethics, when creatività and genius tried to discover   the natures itsolf of harrnony and freedom.  

These statues are perfect. But who made them? Phidias? Poiycietus or Miro? An artist working in Magna Graecia? Since there ere no cicar testi-   monies and records about them, many doubts stili remain. We don't know the author of such masteriàieces. Ho must have been undoubtediy a   skiifui bronze-craftsman and a sensibie artist, who most probabil lived in the 5th contury B.C.  

Whom do they ropresent? Aro they Castor and Pollux, the rnythological twins, sons of Jupiter and Laeda? Do they represent Armodius and Arie-   togiton, two historical personages?   Probabiy they are warriors armed with lances ans sbields, fierce oplites with proud looks and Greek profiles.   But how did they happen to be in the bottom of the sea, just before Riace, aiong the lonian coast of Calabria?.   There ore many possibilities.

The bronzes probabiy were corning from Greece or another town in Magna Graecia and sank before Riace with the   ship that carried them. Some think that they were thrown overboard to perevent them from falling in the hands of pirates. lt la also possibie that   the ship bad to be delivered trom its precious but buiky load bocause of a storm. We cannot go, however, beyond mere conjectures.   We don't know anything about the identity, paternità and origin of thia bronzes of Riace, not to speak of their destination.

These renowned unk nown personages are wrapped in rnystery, indeed! Their presence is somewhat disturbing, polarizing.   Our opinion seems to be supported by the fact that they attract both experts and ordinary peopie. Ali are unanirnous in their approva  and incre dibly enthusiastie since the two statues wore exhibited in public. Seauty is undoubtediy the rnain reason of such a success. These works ere    beautifui, woli made, poetical and, through their author, they succeed in arousing deep feeiings. lt seems that their beauty transcends the hu-   man vicissitudes.

 

 

bronz_a0.JPG (17721 byte)
 

 

 

Particolare Busto Statua B

bronz_b0.JPG (16533 byte)
torna all'indiceindice