Lun. Set 20th, 2021

Mario Sposato è tra gli artisti calabresi che si stanno ponendo all’attenzione del pubblico. La sua produzione artistica riflette il suo percorso di vita. Nato in provincia di Cosenza, contribuisce con la sua famiglia a costruire una solida impresa turistica. Tutto sembrerebbe destinato a seguire binari prestabiliti fino a quando, la morte prematura del fratello, gli provoca un profondo cambiamento esistenziale. Il mare, l’attività di famiglia non riescono più a riempire il vuoto interiore. Elaborando il lutto come la pozione nell’alambicco, comprende che il legame con l’amato fratello poeta può continuare con una diversa attività artistica. Si tratta di cercare di dare nuova vita ad oggetti che hanno perso ormai la loro funzione primaria. Amici comuni invitano Sposato a esporre in mostre le sue opere che, nel tempo, hanno un numero sempre maggiore di estimatori. Tra di essi vi sono le associazioni C3 International e Brutium che, con l’assessore alla cultura di Crotone Antonella Giungata, hanno organizzato a Roma una mostra dal titolo: “Passato al futuro”, che si tiene nella Silber Gallery, in Viale Regina Margherita, 92. Le opere, nella galleria di respiro nazionale ed internazionale, saranno visitabili fino al 31 di ottobre. Al vernissage, oltre all’artista, hanno offerto un intervento lo storico e critico d’arte Enrico Crispolti, il dirigente del Ministero degli Esteri Giuseppe Manica, il prof. universitario Antonello Savaglio. Dalle loro parole è emerso un’ affettuoso vademucum  per l’interpretazione delle opere esposte. La scelta degli oggetti è una sorta di rapacità visivo – tattile, cioè nasce quando una cosa sollecita immediatamente nell’artista il modo di utilizzo. Questa provocazione consiste non tanto in una capacità di trasformazione, quanto di associazione. Ne deriva che l’oggetto non cambia la sua natura (ad esempio l’occhiale rimane tale), ma il senso. La trasformazione è iconica, cioè associando le cose tra di loro si ottiene il senso specifico di ciascuna opera. Ogni pezzo esposto ha una sua individualità molto decisa che corrisponde ad una sorta di dialogo tra l’oggetto stesso e le sensazioni, suggestioni che potrebbero trasmettere. Queste ultime hanno una vasta gamma, dal drammatico allo scherzoso, alcune intimistiche ed altre di meno. Un esempio dell’ultimo caso è l’opera in cui vi è una sorta di sky line di una metropoli americana.
In questa fervida fantasia, che permette all’artista di dar nuova vita ad oggetti di scarto, consiste il valore aggiunto delle opere di Mario Sposato. Gran cerimoniere del  vernissage è stato Pino Purificato, figlio del grande pittore; tra i presenti vi sono state anche la sorella Teresa e Gemma Gesualdi, presidente dell’associazione Brutium.